Perché gli arabi non si fidano più dei Fratelli Musulmani

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Une manifestante brandit une pancarte sur laquelle on peut lire en arabe, la gouvernance du Guide suprême des Frères musulmans est une honte, nous devons revoir la voie politique, lors d'une manifestation organisée par le parti PDL devant le théâtre municipal à l'avenue Habib Bourguiba à Tunis, Tunisie, le 19 juin 2021, pour protester contre le parti islamiste Ennahda et dénoncer les attaques menées par le parlement, le gouvernement et la présidence de la république contre les dirigeants et les membres du parti PDL. Foto IMAGO / NurPhoto
Une manifestante brandit une pancarte sur laquelle on peut lire en arabe, la gouvernance du Guide suprême des Frères musulmans est une honte, nous devons revoir la voie politique, lors d'une manifestation organisée par le parti PDL devant le théâtre municipal à l'avenue Habib Bourguiba à Tunis, Tunisie, le 19 juin 2021, pour protester contre le parti islamiste Ennahda et dénoncer les attaques menées par le parlement, le gouvernement et la présidence de la république contre les dirigeants et les membres du parti PDL. Foto IMAGO / NurPhoto
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Fin dalla loro fondazione nel 1928, il principale motto dei Fratelli Musulmani è stato „l’Islam è la soluzione“ (a tutti i problemi). I seguaci dell’organizzazione hanno usato questo slogan negli ultimi dieci anni per salire al potere in un certo numero di Paesi, tra cui Egitto, Tunisia, Marocco e Sudan.

Queste ultime settimane, tuttavia, hanno dimostrato che molti arabi e musulmani non credono più nella capacità di governare dei Fratelli Musulmani o nello slogan „l’Islam è la soluzione“.

Saeed Nashed, uno scrittore marocchino, ha affermato che „i Fratelli Musulmani hanno portato il Marocco in un decennio di oscurità“.

Le popolazioni di Egitto, Tunisia, Marocco e Sudan, che hanno offerto ai Fratelli Musulmani la possibilità di governare, hanno scoperto che l’organizzazione è corrotta e incompetente quanto i regimi laici e i capi di Stato arabi.

Negli ultimi ì mesi, i Fratelli Musulmani hanno subito due gravi battute d’arresto, prima in Tunisia e più recentemente, in Marocco.

L’estromissione di luglio del Partito tunisino Ennahda, movimento islamista moderato, è stata accolta con favore non solo dai tunisini, ma anche da molti altri arabi che hanno accusato gli islamisti, in particolare i Fratelli Musulmani, di diffondere caos e instabilità nel mondo arabo.

A settembre, il Partito islamista per la Giustizia e lo Sviluppo (PJD) al governo in Marocco ha subito una schiacciante sconfitta alle elezioni parlamentari. Il PJD, che era stato un partner della coalizione nei due precedenti governi, ha ottenuto solo 12 dei 395 seggi del Parlamento. Per gli islamisti è stata una sconfitta umiliante perché il numero dei loro seggi è sceso da 125 a 12.

Come per gli islamisti in Tunisia, numerosi arabi marocchini celebrano la caduta del partito affiliato ai Fratelli Musulmani. Gli arabi affermano che gli islamisti non hanno portato altro che corruzione e miseria nei Paesi da loro governati e che non si fideranno più degli islamisti e dei loro „slogan vuoti“.

L’entità di questa sconfitta mostra che gli islamisti che hanno governato dopo la cosiddetta „Primavera araba“ hanno fallito, offrendo soltanto slogan e dichiarazioni religiose.

Sami Brahem, un ricercatore islamico tunisino, ha commentato che i partiti affiliati ai Fratelli Musulmani non sono riusciti a produrre programmi e progetti per la loro gente. „Hanno fallito a tutti i livelli“, ha dichiarato Brahem. „Questo è anche un fallimento politico e morale. Si sono associati a partiti corrotti“.

L’analista politica libanese Hoda Rizk ha sottolineato che i Fratelli Musulmani hanno cercato di dimostrare ai decisori a Washington che solo loro, in quanto organizzazione politica moderata, sono in grado di affrontare il mondo della politica con pragmatismo ed efficacia.

„Sapevano che Washington era più preoccupata della questione della sicurezza che della democrazia nei Paesi arabi, specialmente durante il governo del presidente Obama“, ha dichiarato la Rizk. Ha aggiunto che gli islamisti in Tunisia e Marocco hanno mostrato molto pragmatismo e flessibilità, che li hanno aiutati a diventare una componente più integrata dei sistemi politici nei loro Paesi.

„L’era dell’Islam politico è finita nei Paesi arabi, 10 anni dopo la Primavera Araba?“ si è chiesta l’analista. „Indubbiamente le ragioni che hanno portato al fallimento sono state dovute all’inerzia e a una reale riluttanza a prendere il potere“.

Amr Al-Shobaki, ricercatore dell’Egyptian Al-Ahram Center for Studies, ritiene che non sia possibile riunire tutte le esperienze dell’Islam politico in un unico paniere, anche se ci sono denominatori comuni per il fallimento della loro esperienza nei Paesi arabi.

Al-Shobaki ha detto ad Al-Hurra TV che uno dei principali motivi della caduta dei Fratelli Musulmani è legato alla componente ideologica dei gruppi dell’organizzazione, compresa la mancanza di separazione tra religione e politica, il loro presunto monopolio sulla verità assoluta e la loro pretesa di rappresentare il vero Islam.

Secondo al-Shobaki, gli arabi „hanno rigettato l’idea di essere custodi che cercavano di imporre loro in nome della religione e hanno iniziato a distinguere tra la religione sacra e i programmi dei partiti politici e la loro capacità di perseguire i loro obiettivi“.

Secondo il ricercatore egiziano, uno dei motivi del fallimento degli islamisti era dovuto al fatto che, sulla scia della cosiddetta Primavera araba, dicevano alla gente che dopo il fallimento del sistema socialista e capitalista era ora il momento di attuare il progetto islamico per risolvere tutti i problemi.

„Ma dopo 10 anni il progetto [islamico] è fallito e non sono riusciti a risolvere i problemi economici e sociali delle persone“, ha aggiunto al-Shobaki.

Marwan Shehadeh, un esperto giordano di gruppi islamici, è stato citato da Al-Hurra TV per aver detto che la ragione del fallimento degli islamisti è la mancanza di esperienza politica e l’incapacità di passare all’opposizione al governo.

Shehadeh ha aggiunto che gli islamisti hanno fallito perché hanno adottato le stesse politiche e tattiche dei governi e dei regimi che hanno rimpiazzato.

"I gruppi e i partiti [islamisti] sono stati infettati dagli stessi mali di cui soffrivano altri partiti, in particolare la corruzione (...) Non sono riusciti a gestire gli affari dei loro Paesi né a risolvere i problemi e nemmeno a fornire alle persone ciò di cui avevano diritto. Inoltre, non hanno preparato quadri adatti al lavoro dello Stato".

Amin Sossi Alawi, ricercatore marocchino di geopolitica, ha descritto la sconfitta degli islamisti in Marocco come „un terremoto che spezzerà la schiena dei Fratelli Musulmani nel mondo islamico“.

Dieci anni di governo islamista in Marocco, ha affermato Alawi, ha alla fine permesso alla popolazione di „scoprire la falsità degli slogan populisti che il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo ha sfruttato per infiltrarsi nel governo“.

Lo scrittore libico Milad Omer Mezoghi ha scritto che gli arabi che in passato hanno votato per i partiti affiliati ai Fratelli Musulmani possono aver commesso un errore, ma „hanno saputo punire coloro che li hanno delusi“.

"I Fratelli Musulmani in Nord Africa non si sono presi cura della loro gente. Hanno compiuto gli atti più atroci, hanno legato il destino del loro popolo alla Turchia, importato tutto da essa per rilanciare la sua economia (turca) e, di conseguenza, svuotato le casse dei loro Paesi e impoverito la loro gente, portando a un'impennata della disoccupazione e della criminalità. (...) Le persone a volte commettono errori nelle loro scelte a causa della mancanza di chiarezza di visione, e i candidati forniscono informazioni false, ma sicuramente faranno correggere il loro errore alla prima occasione. Le elezioni parlamentari marocchine hanno mostrato con franchezza che l'opinione pubblica marocchina aveva rinunciato ai Fratelli Musulmani. I Fratelli Musulmani sono una pianta malvagia che è stata mangiata dall'oscenità".

Lo scrittore e analista politico saudita Fahd Al-Shoqiran ha affermato che la caduta dei Fratelli Musulmani in Marocco è attribuita „all’oltraggiosa diffusione della corruzione, che ha scatenato la rabbia popolare“.

Al-Shoqiran ha sottolineato che molti elettori in Marocco considerano i Fratelli Musulmani un’organizzazione opportunista che si apre una strada verso il potere con l’aiuto di molti slogan vuoti.

"Ciò era evidente nel massiccio livello di corruzione, nell'incapacità di combattere la disoccupazione e nella mancanza di una strategia per combattere la povertà. È risaputo che l'organizzazione dei Fratelli Musulmani riesce quando è all'opposizione, ma fallisce sempre al governo. Sono bravi a distruggere, ma falliscono nel costruire."

Osservando che gli islamisti hanno fallito in un certo numero di Paesi arabi, lo scrittore ha avvertito che se i musulmani non imparano dalle „esperienze mortali“ dei Fratelli Musulmani, l’esperienza del fallimento si ripeterà ogni pochi decenni.

Al-Shoqiran ha proseguito dicendo:

"Dopo un decennio di dominio degli islamisti in Tunisia e Marocco, i Fratelli Musulmani hanno solo contribuito alla diffusione della corruzione, al disprezzo per lo Stato e per le sue istituzioni e al furto della vita e del denaro delle persone".

Nadim Koteish, un importante scrittore e personaggio mediatico libanese, ha affermato che gli islamisti del Marocco sono stati duramente puniti dopo aver trascorso 10 anni nel governo senza produrre cose buone per il loro popolo.

„I marocchini hanno votato per il successo, non per la retorica“, ha scritto. „Le recenti elezioni in Marocco offrono a questo Paese l’opportunità di liberarsi dall’estorsione islamista“.

Anche il direttore di giornale palestinese ed editorialista Hafez Barghouti si è pronunciato sulla caduta dei Fratelli Musulmani in Marocco.

"I partiti dei Fratelli Musulmani hanno sempre sostenuto di non avere la possibilità di governare per attuare i loro programmi. Ma sono stati al potere in Marocco per dieci anni e non hanno fatto nulla per i marocchini, che sono stati solo ingannati da slogan religiosi".

Secondo Barghouti, „l’esperienza dimostra che i partiti dei Fratelli Musulmani sono abili nel demolire, non nel costruire, e la prova è data dal fatto che governano senza fornire alla popolazione altri servizi che non siano vittorie illusorie e corruzione“.

L’editorialista palestinese ha affermato che la Tunisia si è sbarazzata degli islamisti perché hanno distrutto l’economia e „rubato i soldi della gente“. In Marocco, ha aggiunto, i Fratelli Musulmani sono al potere da molti anni, facendo precipitare il Paese in una crisi economica e sociale.

I partiti islamisti, ha scritto Barghouti, pensano che il loro governo durerà fino a quando brandiranno slogan religiosi. „Ma prima si concentrano sui loro interessi di parte e soddisfano solo i loro sostenitori“, ha dichiarato l’editorialista. „Questo è il motivo della rapida caduta dei Fratelli Musulmani, un gruppo senza una storia di costruzione e tolleranza“.

Mounir Adib, un esperto egiziano di gruppi islamici, ha affermato che la caduta degli islamisti in Marocco è un riflesso del crollo dell’organizzazione in Egitto, Tunisia e altri Paesi arabi.

"Questa caduta non è politica, ma piuttosto è il crollo dell'ideologia del gruppo, che è diventata indesiderabile nei Paesi arabi. La grande caduta dei Fratelli Musulmani, sia a livello politico sia intellettuale, è iniziata in Egitto, per poi proseguire in Sudan, in Tunisia e infine in Marocco. A causa del loro spettacolare fallimento in quei Paesi, si prevede che cadranno anche in Libia durante le prossime elezioni legislative e presidenziali".

La caduta dei Fratelli Musulmani in alcuni Paesi arabi non significa che l’organizzazione rischia di scomparire presto. Tuttavia, gli arabi in questi Paesi dicono di averne abbastanza degli islamisti, che hanno dimostrato di essere incapaci di curare gli interessi della loro popolazione. La domanda, quindi, rimane: in Occidente, anche i sostenitori degli islamisti si renderanno conto di questo fatto e smetteranno di trattarli come se fossero bravi ragazzi che cercano di migliorare le condizioni di vita di arabi e musulmani?

Khaled Abu Toameh è un pluripremiato giornalista che vive a Gerusalemme. È Shillman Journalism Fellow al Gatestone Institute.

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