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Israele è l’unica democrazia in Medio Oriente, eppure malgrado i suoi aspetti positivi, è diventata oggetto di attacchi diretti e indiretti da parte di nemici sia esterni che interni. Tutti i cittadini israeliani possono votare per la Knesset, il parlamento nazionale.

 

Analisi di Manfred Gerstenfeld

La Corte Suprema è la più alta autorità giudiziaria. Non esiste un tribunale straniero che può intervenire per sindacarne le decisioni. Israele ha un ‘controllore dello stato’ indipendente e un ‘difensore civico nazionale’. I media israeliani sono spesso estremamente critici nei confronti del governo. La libertà di parola è garantita. Chiunque può definire chi vuole con l’appellativo di nazisti o neonazisti senza il rischio di essere denunciato. Gli iscritti al più grande partito politico israeliano, il Likud, è paragonabile in percentuale al partito di governo del Regno Unito, i conservatori. La popolazione del Regno Unito è sette volte più grande di quella di Israele, ma i candidati alla Knesset del Likud , a differenza dei conservatori inglesi, vengono votati nelle primarie dagli iscritti.

La situazione di Israele rimane precaria. L’Iran, un altro paese del Medio Oriente, vuole cancellare Israele dalle mappe geografiche. Nel mondo musulmano ci sono molti che pensano che Israele non abbia il diritto di esistere. In Occidente l’obiettivo principale del nucleo duro della campagna BDS è porre fine all’esistenza di Israele. In molti paesi occidentali ci sono un numero significativo di persone che negano a Israele il diritto di esistere. Un sondaggio del 2019 nel Regno Unito ha rilevato che il 5% dei cittadini britannici non è d’accordo con la dichiarazione „Israele ha il diritto di esistere“. Cioè circa 3 milioni di persone. Oltre agli attacchi verbali diretti che negano che Israele sia una democrazia, vi sono anche attacchi indiretti. Lo stesso studio ha rilevato che circa il 20% della popolazione del Regno Unito pensa che Israele sia uno stato di apartheid. Se ciò fosse vero, Israele non potrebbe essere democratico.

I nemici di Israele sono aiutati in queste false accuse da alcuni israeliani, sia ebrei che arabi. Se Israele fosse davvero uno stato di apartheid, queste persone languirebbero in prigione. Né i palestinesi, solo per fare un esempio, potrebbero essere accettati negli ospedali israeliani. Non esistono democrazie perfette e Israele non fa eccezione. Una limitazione giustificata alla democrazia è la necessità di un paese alla propria di difesa. Israele ha molti nemici che ricorrono al terrorismo. Per difendersi ed evitare atti criminali deve quindi esercitare un controllo sui suoi vicini arabi e palestinesi. In Cisgiordania sono governati dall’Autorità palestinese che ricompensa generosamente le uccisioni di israeliani e finanzia le famiglie degli assassini in carcere.

Il regime di Hamas, che governa a Gaza, è ancora peggio. Gli Stati membri dell’Unione europea non possono negare le caratteristiche democratiche di Israele. (Come richiamo storico si potrebbe ricordare che nel 1941 in Francia, il maresciallo Philippe Pétain a capo dello Stato aveva in gran parte abolito la democrazia del proprio paese). Oggi gli stati membri dell’UE non possono decidere appieno su tutte le leggi dello Stato. I loro parlamenti non sono la massima autorità del processo decisionale. I trattati stipulati dai paesi membri dell’UE prevalgono su questioni sostanziali rispetto alle leggi dei singoli stati. La risposta da dare su questa situazione comprende il „raggruppamento della sovranità“ e le restrizioni sui poteri dei parlamenti nazionali, che sono state accettate volontariamente dagli Stati membri dell’UE. Un’ulteriore affermazione definisce la sovranità potenzialmente abbandonata. Gli stati membri possono decidere di uscire dall’UE, ma la polarizzazione e il caos politico che si sono verificati negli ultimi due anni con il processo Brexit nel Regno Unito illustrano il costo sociale dell’uscita dall’UE e il suo pesante onere per la democrazia.

I burocrati di Bruxelles

Coloro che sono favorevoli alla Brexit affermano giustamente che molte importanti decisioni che riguardano la sovranità del loro paese sono state trasferite a istituzione straniere e che nell’UE la Germania ha troppo potere. Questo è particolarmente vero per le numerose questioni in cui non è richiesta l’unanimità degli stati membri. I burocrati di Bruxelles, che non sono stati eletti, possono prendere decisioni che riguardano i paesi membri. Alcune decisioni dei tribunali di questi paesi possono essere annullate dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea. La maggioranza dei giudici di questo tribunale sono in numero superiore rispetto al paese da cui proviene l’appello alla Corte sovranazionale. I paesi membri dell’UE non sono quindi completamente sovrani. Un piccolo esempio illustra la natura intrusiva delle politiche dell’UE in alcune aree. L’UE ha fissato nel 2007 gli standard di qualità delle acque in superficie che devono essere rispettati dai suoi membri. Ciò può avere senso per i fiumi che attraversano i confini. Invece si riferisce anche ai laghi nazionali e anche ai piccoli corsi d’acqua, come canali, stagni e persino fossi. Se tali standard non vengono rispettati, l’UE può imporre multe molto onerose. Un recente studio olandese ha rilevato che attualmente il 99% di tutte le acque in superficie olandesi non soddisfa gli standard dell’UE. I cittadini olandesi potrebbero ragionevolmente aspettarsi che la maggior parte di questo problema dovrebbe essere liberamente decisa a livello nazionale.

Bruxelles ha anche cercato di imporre una regola secondo cui i paesi dell’UE dovevano accogliere i richiedenti asilo provenienti da altri Stati membri. Alcuni paesi si sono ribellati perché questa regola consentiva l’immigrazione di musulmani senza possibilità di selezione, dato che molti provengono da paesi governati da dittature, quindi pericolosi. Diverse migliaia di musulmani che vivono negli stati membri dell’UE hanno aderito all’ISIS, una delle organizzazioni islamiche più criminali del mondo. Quanto è avvenuto con la Brexit rivela la parziale mancanza di sovranità degli stati membri dell’UE. Le dichiarazioni del Primo Ministro ungherese Victor Orban possono fornire alcuni ulteriori approfondimenti. Ci sono molti altri argomenti su situazioni in cui gli stati membri dell’UE sono meno democratici di Israele, tra questi l’esistenza di aree di non intervento da parte della polizia e quindi l’assenza della giustizia.

Manfred Gerstenfeld è stato insignito del “Lifetime Achievement Award” dal Journal for the Study of Antisemitism, e dall’ International Leadership Award dal Simon Wiesenthal Center. Ha diretto per 12 anni il Jerusalem Center for Public Affairs. Prima pubblicazione in italiano a cura di Informazione Corretta. Traduzione di Angelo Pezzana.

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