Alain Fienkelkraut wird von Gilets Jaunes als
Alain Fienkelkraut wird von Gilets Jaunes als "dreckiger Zionist" angepöbelt. Foto Screenshot Youtube
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La parola „ebreo“ è tornata in piena forza come una invettiva in molti paesi d’ Europa. Non è richiesto alcun aggettivo, per molte persone l’espressione „sporco ebreo“ è una tautologia. All’inizio, la parola „ebreo“ era solo un nome. Viene dalla parola ebraica Yehudi, che deriva dal nome biblico di Giuda. 

 

Analisi di Manfred Gerstenfeld

Nel momento in cui gli eroi cristiani del „Mercante di Venezia“ di Shakespeare si riferivano a Shylock ripetutamente come „l’ebreo“, non c’era tuttavia alcun dubbio sul fatto che la parola fosse un’invettiva negativa piuttosto che un riferimento alla religione del mercante.
Le connotazioni negative della parola ebreo erano da secoli comuni in Europa. In Francia, per non offendere gli ebrei, da molti anni molti si usa la parola „israeliti“, attitudine imitata spesso anche dagli ebrei.

Una mia collega, quando vivevo a Parigi, parlava sempre degli israeliti quando menzionava gli ebrei. Non riuscivo a convincerla che non mi riconoscevo in questa espressione abbastanza comune e che mi consideravo un ebreo, „Juif“ in francese.

Rimuovere la parola „ebreo“ come termine peggiorativo nella società europea non è  facile. E’ stato ottenuto solo parzialmente e gradualmente dopo che i tedeschi hanno ucciso 6 milioni  di ebrei nella Shoah.

Alla fine degli anni ’70, un ebreo olandese portò in tribunale l’autore del più diffuso dizionario olandese. Si sentiva personalmente insultato dal fatto che il dizionario definisse la parola Ebreo come “ nome negativo“. Il dizionario elencava anche “ vecchio o sporco ebreo“, aggiungendo l’uso metaforico della parola „ebreo“ come „imbroglione”. C’era anche una frase esemplare per aiutare a chiarire l’espressione: „Non vorrei comprare da un ebreo“. Ciò malgrado l’autore del dizionario ha vinto il causa in tribunale. Il dizionario olandese ha poi deciso di cambiare la definizione nelle successive edizioni.

CIDI, un’organizzazione olandese che combatte l’anti-israelismo e l‘  antisemitismo classico, ha espresso preoccupazione per il degrado della parola „ebreo“ nella sua ricerca del 2016: „Questa parola è diventata sempre più ’normalmente ‚ negativa. Un esempio eclatante è l’uso dell’insulto „Kankerjood“ ( „cancro-ebreo“) contro la polizia come è avvenuto in una manifestazione davanti all’ambasciata turca.

Nei Paesi Bassi un altro problema si sovrappone all’uso generico di „ebreo“ come insulto. I fan non ebrei della principale squadra di calcio di Amsterdam, Ajax, hanno adottato la parola „ebrei“ come nome del loro gruppo. Negli stadi, i fan dei loro avversari intonano da più di venti anni questa canzone „Mio padre ha servito con i Kommando, mia madre era con le SS, insieme hanno bruciato gli ebrei, perché gli ebrei bruciano meglio” e anche “ Hamas, Hamas gli ebrei al gas „. Queste canzoni di odio antisemita sono diventate popolari e spesso usate contro gli stessi cittadini ebrei.

Ma i Paesi Bassi non sono gli unici. Nel dicembre 2018, l’Agenzia dell’Unione europea per i Diritti fondamentali ha pubblicato uno studio approfondito intitolato ‘Esperienze e percezioni dell’antisemitismo’ in cui una giovane danese dichiarava: „Il mio problema più grande è che le persone usano la parola“ ebreo “ nel loro parlare quotidiano in tono offensivo. “ Un altro danese si è espresso così: „Ho molta paura per il futuro dei miei figli, dal momento che“ ebreo „è un insulto, la gente odia gli ebrei così tanto che la vita ha perso ogni valore. Abbiamo paura che i nostri figli saranno attaccati in un modo o nell’altro „. Ecco perchè  gli ebrei nascondono la loro identità.

Uno studente ebreo spagnolo che ha fatto volontariato diversi anni fa in un programma israeliano di ricerca sull’antisemitismo da me diretto mi ha detto che i suoi migliori amici non ebrei in Spagna non erano a conoscenza che fosse ebreo.

L’anno scorso Elvira Noa, presidente della comunità ebraica di Brema, in Germania, ha dichiarato al quotidiano locale Weser-Kurier che la parola Ebreo è già da tempo un insulto nelle scuole.

Uno studio del 2018 sulle esperienze di bambini e giovani ebrei nelle scuole tedesche era intitolato „La parola ebreo come insulto“. La professoressa di antropologia culturale Julia Bernstein, che ha studiato la discriminazione nelle scuole tedesche, nota che „ebreo“ è usato come sinonimo di tradimento e avarizia, aggressività e incarnazione del concetto di male. Nell’ ambiente scolastico diventa così difficile esprimere l’identità ebraica come un aspetto positivo. Da qui bambini e giovani ebrei decidono di nascondere il proprio background ebraico. Bernstein ha sottolineato che ‚ebreo’ ora è usato anche nelle scuole come un insulto tra i non ebrei.

Ha descritto uno scenario in cui un alunno si rifiuta di prestare un righello a un altro studente. Il primo ha reagito dicendo: „Non comportarti da ebreo“. Altri esempi sono: „Ebreo schifoso, non essere ebreo, non comportarti da ebreo“.

La parola „ebreo“ è anche spesso fatta seguire da aggettivi negativi. Un uomo tedesco è stato filmato mentre urlava a un proprietario di un ristorante israeliano a Berlino, „Sporchi, ebrei andate tutti nelle camere a gas“. L’uso della parola „ebreo“ come invettiva è notevolmente aumentato in molti paesi europei; ricorda quanto avveniva prima della Shoah, una delle tante espressioni ricorrenti dell’antisemitismo.

Se l’Unione europea vuole combattere seriamente l’antisemitismo, questo è uno dei temi su cui dovrebbe impegnarsi con studi e ricerche. Solo conoscendo nei dettagli la realtà si può sconfiggere questo fenomeno, dannoso e in crescita.

Manfred Gerstenfeld è stato insignito del “Lifetime Achievement Award” dal Journal for the Study of Antisemitism, e dall’ International Leadership Award dal Simon Wiesenthal Center. Ha diretto per 12 anni il Jerusalem Center for Public Affairs. Prima pubblicazione in italiano a cura di Informazione Corretta. Traduzione di Angelo Pezzana.

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