Foto Jüdisches Forum für Demokratie und gegen Antisemitismus e.V. (JFDA).
Foto Jüdisches Forum für Demokratie und gegen Antisemitismus e.V. (JFDA).

Berlino è diventata la capitale europea dell’antisemitismo, anche se coloro che ritenevano fosse Malmö non è che avessero tutti i torti. Malmö soffre sicuramente di un grave antisemitismo. Tuttavia, gli incidenti antisemiti richiedono non solo i potenziali autori. A Malmö provengono principalmente da parti della comunità musulmana.  Ma ci deve anche essere un numero sufficiente di ebrei da attaccare.

 

Analisi di Manfred Gerstenfeld

La sola  Berlino, la più grande comunità ebraica della Germania, ha oltre 30.000 ebrei.
La comunità ebraica di Malmö si è ridotta a circa 500-600. Forse la soluzione migliore sarebbe quella di stabilire diverse categorie di capitali dell‘antisemitismo europeo in base al numero di ebrei.

Quando il rabbino Abraham Cooper, decano del Simon Wiesenthal Center, è intervenuto alcuni mesi fa a Malmö, gli è stato chiesto dai leader ebrei e non ebrei di evitare di annunciarlo pubblicamente. Rabbi Cooper ha risposto che lo farà quando finalmente l’antisemitismo a Malmö verrà condannato in un tribunale. Purtroppo questo,malgrado i numerosi atti antisemiti, non è ancora avvenuto.

Il Centro di ricerca e informazione per l’antisemitismo a Berlino (RIAS) ha pubblicato che nella prima metà del 2018 nella capitale tedesca sono stati registrati 527 incidenti antisemti. Includevano 18 attacchi, 21 atti intenzionali di vandalismo e 18 minacce.
Nello stesso periodo del 2017, sono stati registrati 514 incidenti. RIAS ha menzionato l’esistenza di particolari motivi di preoccupazione a causa dell’aumento di attacchi e minacce.

Nel marzo 2018, un rapporto della polizia di Berlino ha rivelato che i reati antisemiti nella capitale sono raddoppiati durante il periodo 2013-17. Fonti della polizia hanno riferito al giornale tedesco Tagesspiegel che l’aumento dell’antisemitismo era collegato all’aumento del numero di migranti che vivevano in città provenienti dal Medio Oriente. Il Commissario  nazionale sull’antisemitismo, Felix Klein, ha anche ammesso che le statistiche presentate da RIAS rivelano come i i musulmani sono molto più coinvolti in attacchi antisemiti rispetto a quanto indicato dalle statistiche ufficiali. Nel mese di settembre 2018, il Pubblico Ministero Claudia Vanoni, è stata nominata responsabile della denuncia degli atti di antisemitismo nello Stato federale di Berlino. Vanoni ha detto che uno dei suoi primi obiettivi era adottare la definizione di antisemitismo basato sulla definizione dell ‚International Shoah Remembrance Alliance (IHRA).

Attualmente ogni commisario, pubblico ministero e tribunale di polizia può decidere in base alle proprie norme se un atto va considerato antisemita. Vanoni ha anche detto che molte vittime non sporgono denuncia alla polizia perché ritengono che non ci sarà alcun seguito.
Un problema particolare è rappresentato dalle aggressioni nei confronti degli scolari ebrei. Mentre gli adulti possono evitare certi quartieri, i bambini dovrebbero cambiare scuola. Uno dei casi più gravi è avvenuto nel 2017a un giovane studente ebreo, Oscar Michalski, non il suo nome vero, per proteggere la sua identità.

Non è stato solo insultato, ma uno studente più grande gli ha sparato con una pistola che sembrava vera. Ha anche cercato di soffocarlo finchè è svenuto. Gli studenti della scuola sono circa l’80% musulmani, in maggioranza turca e in parte araba.

Ogni anno a Berlino si svolge la manifestazione anti-israeliana denominata al-Quds.
Dopo la dimostrazione del giugno 2018, il ministro dell’Interno di Berlino, Andreas Geisel, socialista, ha affermato che l’obiettivo di queste dimostrazioni è spregevole, ma non si può proibire una dimostrazione basata su ciò che la gente pensa.

Ci sono molti aspetti dell’antisemitismo a Berlino, qui possiamo ricordarne alcuni. L’Università di Scienze Applicate di Berlino, fondata nel 1971, è stata titolata nel 2009 a Christian Peter Wilhelm Beuth (1781-1853), uno statista prussiano e violento antisemita. Chiedeva l’assassinio di ebrei e, tra l’altro, faceva sue le accuse diffamanti del sangue.

Il Museo ebraico è un’altra istituzione problematica per diversi motivi. Ci si aspetterebbe che il museo abbia un atteggiamento coerente contro l’antisemitismo. Eppure, nel luglio dello scorso anno, Jeremy Isacharoff, l’ambasciatore israeliano in Germania, ha dovuto protestare con la direzione del museo per  una conferenza che ospitava un fanatico relatore anti-israeliano, l’accademico statunitense Sa’ed Atshan, professore al Peace Swarthmore Collegee docente di Conflict Studies in Pennsylvania, strettamente legato al movimento BDS. Dopo la denuncia dell’ambasciatore, il museo ha cancellato la conferenza.
Nel settembre 2012, il museo ha ospitato la sociologa statunitense ebrea Judith Butler,inventrice dell’accusa di PinkWashing a Israele, che ha chiesto il boicottaggio dello Stato ebraico. Ha ricevuto molti applausi per le sue dichiarazioni. Il museo ha chiarito che le domande del pubblico erano consentite solo per iscritto. Recentemente il museo è stato accusato di omissione sistematica delle prospettive ebraiche nella sua attuale mostra dal titolo „Benvenuti a Gerusalemme“. La comunità ebraica ha protestato per le scelte del museo da molto tempo.

Il Centro di ricerca sull’antisemitismo dell’Università tecnica di Berlino ha acquisito negli anni molte competenze nello studio dell’antisemitismo. Tuttavia, nell’ottobre 2018, è stato sottoposto a forti critiche per aver assunto Luis Hernandez Aguilar, un ricercatore che lavora per un’organizzazione britannica che promuove la versione londinese del rally Al-Quds. Il vice direttore del Centro ha reagito: „Siamo felici di aver avuto il Sig. Aguilar come collega e come esperto riconosciuto a livello internazionale nel campo dell’ostilità all’Islam.“

L’ex direttore per molti anni del Centro Wolfgang Benz ha affermato che l’antisemitismo in Germania negli ultimi anni non è aumentato: il Commissario sull’antisemitismo nella comunità ebraica di Berlino, Sigmount Königsberg, ha quindi accusato Benz di passare da ricercatore a sbianchettatore dell‘ antisemitismo.

C’è una ragione in più per etichettare Berlino come la capitale europea dell’antisemitismo. Il governo tedesco negli ultimi anni ha permesso a centinaia di migliaia di antisemiti dei paesi musulmani di immigrare in Germania senza alcuna selezione.

Manfred Gerstenfeld è stato insignito del “Lifetime Achievement Award” dal Journal for the Study of Antisemitism, e dall’ International Leadership Award dal Simon Wiesenthal Center. Ha diretto per 12 anni il Jerusalem Center for Public Affairs. Prima pubblicazione in italiano a cura di Informazione Corretta. Traduzione di Angelo Pezzana.

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